Come scegliere un terapeuta

Come scegliere un terapeuta

Può capitare a tutti prima o poi di attraversare un periodo di malessere psicologico  e di sentire il bisogno di andare in terapia. Sì, ma da chi?

 

Sarà il terapeuta giusto per me?

Sarebbe meglio consultarsi con il proprio medico di famiglia se non altro per escludere patologie organiche. Poi  chiedersi se da soli non si può far nulla per risolvere il proprio disagio.  
Se alla fine si decide di ricorrere a  un aiuto specialistico, bisogna decidere quale terapeuta scegliere.
Se si pensa di aver bisogno di farmaci, è giocoforza rivolgersi a uno psichiatra, che, essendo medico, li può prescrivere. Lo psichiatra può prescrivere una cura e, se lo ritiene necessario, consigliare anche un aiuto psicologico. Inoltre, può dare qualche indicazione in merito al tipo di psicoterapia che ritiene più appropriata nel caso specifico.
Chi non vuole curarsi con i farmaci, farebbe bene a valutare prima quale  psicoterapia potrebbe essere più adatta nel suo caso.
Nelle  note che seguono accenno ad alcuni criteri che possono aiutare  nella scelta.

CRITERI DI SCELTA

Una prima distinzione significativa riguarda il ruolo  in cui si colloca il terapeuta. Ci sono terapeuti che ascoltano e parlano solo  per chiedere qualche chiarimento o fare qualche commento.
Il modello classico della psicanalisi prevede che Il paziente esprima tutto quello che gli passa per la testa, senza censure e senza cercare nessi logici, procedendo per libere associazioni. Nelle psicoterapie di derivazione analitica o psicodinamiche il setting non è più quello del paziente sul  lettino con l’analista silenzioso dietro le spalle, ma i riferimenti teorici dalla psicanalisi. 
C’è anche l’ascolto attivo: il terapeuta accetta tutto quello che il cliente gli dice, è empatico e non direttivo. 
Ci sono terapie in cui il terapeuta non si limita ad ascoltare ma interviene, dice la sua, prescrive e conduce il gioco senza scoprire le carte. Solo alla fine, quando il problema sarà risolto, le mosse del terapeuta saranno chiarite.

PERCHE O COME?

Ci sono terapeuti che vanno alla ricerca delle cause, che sono all’origine del problema. La ricostruzione del passato è necessaria per far emergere le motivazioni inconsce che si celano dietro i sintomi. Quindi molte sedute saranno dedicate a ripercorrere la storia del paziente.

Altri sono più interessati a capire come funziona il problema nel presente e quali sono i tentativi di soluzione che non sono serviti. 
Le terapie centrate sulla situazione attuale  sono di solito più brevi, quelle che risalgono alle origini sono a volte molto lunghe.

RUOLO DEL TERAPEUTA

Ci sono terapie che si ripropongono di far capire al paziente con gli strumenti della logica come si genera il problema. Il linguaggio è quello della ragione e l’obiettivo è quello di smascherare le “idee pazze” che causano sofferenza.

Il paziente che vuole soprattutto raccontarsi per chiarire quello che prova sceglierà un terapeuta che gli lascia molto spazio, che gli permette di “sfogarsi”.

A volte sono sufficienti pochi colloqui in cui il terapeuta ascolta e suggerisce al paziente punti di vista diversi e direzioni da seguire per trovare una via d’uscita dalla situazione che sta vivendo. 

Per ora mi fermo qui. Mi riservo più avanti di riprendere il tema   parlando delle psicoterapie più diffuse.

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